martedì 28 luglio 2009

Best of Internet part I

Dopo circa un mese e mezzo di assenza pregno di eventi eccomi tornare a scrivere sul blog, con un post totalmente inutile e stupido come mai, lo spero per coloro che incautamente capitino su questi lidi, accadrà in futuro (dite che aver chiamato questo post parte I mi tradisca un po'?). Ecco a voi immagini varie da quel gretto miasma che è la rete. Una piccola dose di sciocchezze. Enjoy.

sabato 6 giugno 2009

Buon compleanno Tetris


Venticinque anni fa, proprio il 6 giugno 1984, nasceva Tetris, uno dei videogiochi più conosciuti ed amati nel mondo. Il gioco di ragionamento fu inventato dal russo Aleksej Pazitnov (Алексей Пажитнов in cirillico), mentre era impiegato nell'accademia russa delle scienze di Mosca. Egli non brevettò mai l'opera, che di fatto si diffuse per questo ampiamente su qualunque dispositivo. Addirittura i proventi della sua commercializzazione non pervennero affatto a Pazitnov, ma rimasero ad appannaggio dello stato russo, come creazione d'ingegno del regime comunista. Il gioco è diventato celeberrimo con la commercializzazione ad opera della Nintendo, che vendeva il gioco in bundle con la prima versione del mitico Game Boy. Tetris è tutt'ora considerato, per l'università di Stanford, come uno dei 10 videogiochi più importanti della storia. Un raro pezzo di genio, che ha intrattenuto milioni e milioni di giocatori per ben venticinque anni, diventando una moda, un simbolo e un'icona del videogioco in tutto il mondo. Buon compleanno Tetris.

Uno sguardo a: la Notte dei Cristalli di Gilbert Martin (libro)


"Pogrom" è una parola di origine russa, che significa "distruzione". Venne usata per la prima volta per definire le persecuzioni antisemite avvenute in russia durante il periodo zarista a cavallo tra il XIX secolo e il XX. La più grande persecuzione antisemita europea, successiva a quella russa, fu quella perpetrata dal regime nazista, ufficialmente dal 1938. In quell'anno 12.000 ebrei polacchi furono espulsi dai territori tedeschi. Herschel Grynszpan un giovane ebreo residente a Parigi, saputo dai propri genitori dell'espulsione, si armò di pistola e chiese di essere ricevuto presso l'ambasciata tedesca. Qui sparò cinque colpi all'ambasciatore, uccidendolo. Era il 7 novembre 1938. In quel momento, e fino al 9 e 10 novembre 1938, l'intera germania fu teatro di una vera e propria ondata di violenza antisemita, culminata con l'attacco ufficializzato ai ghetti ebraici delle città tedesche. "La notte dei cristalli" come i tedeschi impararono a chiamarla, ricordando il suono dei cristalli rotti appartenenti ai negozi e le attività ebraiche attaccate in quelle notti. Questo libro descrive, dalle testimonianze dei sopravvissuti, dei loro congiunti e di alcuni tedeschi non collusi col nazismo, la storia di quei giorni e soprattutto della notte tra il 9 e il 10 novembre, considerata da tutti come la fine della repressione ebraica unicamente "amministrativa", e la decisione di portare il progetto antisemita sul piano dell'esecuzione col progetto della "soluzione finale".

mercoledì 3 giugno 2009

Tien an Men, venti anni dopo...


Ricordare, attraverso gli anniversari, i grandi eventi della storia è sacrosanto. Ricordarli non solo per fare almanacco, doveroso. Sono passati venti anni dalla strage di Tien an Men. Io c'ero. Ero molto piccolo ma c'ero. Eppure sembra un evento così lontano, venti anni appena ed è un episodio di un mondo che non esiste più... Ma è davvero così? Tien an Men tra il 3 e il 4 giugno 1989 ha visto la repressione da parte dell'esercito cinese della manifestazione popolare studentesca contro il regime comunista. La protesta era partita mesi prima in sordina. Gli studenti volevano si aprisse un canale di dialogo fra il partito comunista al potere e la base del popolo, in primis con gli studenti universitari. Chiedevano media meno controllati. Più libertà di decisione. L'allora segretario generale del partito Zhao Ziyang tentò di istaurare un dialogo con i manifestanti. Deng Xiaoping, allora presidente della commissione militare, invece incolpò gli studenti di complottare contro il partito e lo stato cinese. E la repressione fu brutale. I dati ufficiali del governo parlarono di poche centinaia di uccisioni, tra poliziotti caduti e studenti. La croce rossa riferì di 2600 morti e circa 30000 feriti.

Tuttavia quello che dopo vent'anni mi preme ricordare sono le battaglie delle madri di Tien an Men. Una parte del partito democratico cinese appoggia ufficialmente questo movimento con a capo Ding Zilin, candidata al nobel per la pace e fino al 2006 agli arresti domiciliari per le proteste del 2000 e del 15°anniversario della strage. Le richieste delle madri sono quelle che ci si aspetterebbe da donne colpite negli affetti da una terribile ingiustizia. Chiedono dal 2000 la possibilità di commemorare pacificamente e in pubblico la strage, permesso tutt'ora negato. Chiedono altresì che vengano scarcerate e non più perseguitate le persone ritenute colpevoli di aver preso parte alla manifestazione del 1989. Più recentemente nel 2006 "le madri di Tien an Men hanno invocato un processo di verità e riconciliazione su quanto il governo compì nella piazza nel 1989"(fonte Wikipedia). Loro chiedono di essere appoggiate nelle loro richieste anche da associazione estere, dato che è negato loro il diritto di accettare aiuti umanitari per la loro causa. Non dobbiamo solo dimenticare. Dobbiamo anche risvegliare la nostra coscienza sociale e muoverci al fianco delle Madri di Tien an Men.

Continua: Uno sguardo a E3 (Evento)


Ulteriori aggiornamenti dall'E3, quando ci troviamo a mezzogiorno (ora italiana) del 3 giugno; esattamente a metà evento, che si concluderà domani.

Partiamo con l'analisi dei giochi presentati da Nintendo. I veri must buy rimangono per Wii: Mario Galaxy 2, Metroid M (collaborazione team Ninja + Nintendo) oltre che FF Crystal Bearers per i fan della serie. Per DS: Golden Sun e il nuovo Zelda. Per il resto spiccano per i cosiddetti "casual game" il nuovo Wiisport venduto in bundle con una nuova periferica di movimento, il nuovo Wiifit e poco altro. Nintendo si risolleva presentando un paio di giochi davvero meravigliosi, per il resto è ormai assodato che la grande N punti ad un mercato il più ampio possibile, non solo ai videogiocatori hardcore (giocatori da molte ore di gioco al giorno), ma in pratica a chiunque: over 40, bambini, pubblico femminile.

Sony si presenta con la maggiore novità nella PSPGo, una nuova versione della PSP (Playstation Portable), dal design più accattivante, più sottile e compatta, dal costo di 250 euro/dollari, (non confermato) e con una line-up di giochi davvero interessante, solo ad indicarne due (grazie Dave per la precisazione), il nuovo GT portable e un nuovo capitolo di Metal Gear Solid. Per PS3 interessante soprattutto l'annuncio di Final Fantasy XIV, che ha fatto entrare in fibrillazione tutti gli appassionati (il titolo sarà un gioco online. Vedremo se sfonderà) e il nuovissimo GT5 (strepitoso!) che sembrava non dover essere annunciato ed ha fatto, invece, la sua entrata trionfale in conferenza.

Microsoft annuncia il progetto, segreto finora, di Metal Gear Rising (annunciato come nuovo progetto di Kojima), un Metal Gear con Raiden come protagonista. Staremo a vedere, probabilmente il titolo in esclusiva Xbox360 sarà spettacolare, benchè io non possa far altro che storcere il naso per la scelta del protagonista di questo episodio, personalmente considerata infelice. Vedranno i natali anche titoli come il nuovo Halo e Modern Warfare 2, ma la più grande novità è stata la presentazione del "Progetto Natal". In sostanza la chiave di volta di tale sistema sarà l'eliminazione del controller di gioco in favore di un rilevatore di movimento simile a quello del Wii, ma che permetterà di eseguire le azioni di gioco con il solo ausilio di... Noi stessi. Picchiaduro e action in cui saremo noi a dover saltare e picchiare davanti la nostra Xbox360, giochi gestionali le cui schermate appaiono e scompaiono con un gesto della mano e tanto altro ancora (riconoscimento vocale su tutti). Anche in questo caso staremo a vedere.

Per quanto riguarda le impressioni personali, pur non essendo la fiera ancora finita posso sbilanciarmi in un paio di considerazioni personali. Come già detto il mondo videoludico è ormai prepotentemente in mano alle console, anche per quei giochi da sempre considerati esclusiva del PC. Ne è un esempio il numero impressionante di sparatutto e avventure presentate per tutte le piattaforme (Wii in primis con Resident Evil e il porting di Monkey Island), complice anche una ulteriore evoluzione delle nuove periferiche. Parlando delle tre più grandi case di software, posso esprimere le mie considerazioni in questo modo. Nintendo punta sempre di più a creare giochi per tutti, rilanciando però alcuni giochi must per lo zoccolo duro degli appassionati. Chi compra Nintendo oggi non punta ad una grafica eccezionale o a giochi hardcore, ma all'intrattenimento puro (benché giochi hardcore per fan siano comunque presenti nella lineup del Wii). Sony e Microsoft invece, complici delle presentazioni spettacolari sembrano aver convinto di più i rispettivi fan. Personalmente tranne il Progetto Natal della Microsoft però, ho visto molti lanci di sequel un po' su tutte le piattaforme e davvero poca innovazione. Per ora questo E3 non è stato certo dei più entusiasmanti, e credo che ulteriori grandi botti non ce ne saranno. A presto per eventuali nuove notizie da Los Angeles.

martedì 2 giugno 2009

Uno sguardo a: E3 2009 (Evento)

L'E3 (acronimo di Electronic Entertainment Expo) è la più famosa conferenza mondiale delle software house, una vera e propria fiera del videogioco, che dal 1995 si svolge a Los Angeles con cadenza annuale. Quest'evento è il più atteso da tutti i videogiocatori del mondo, perché è qui che vengono in genere presentati e pubblicizzati i giochi che usciranno entro l'anno, per tutte le piattaforme videoludiche. Dal 2008 l'evento è stato ridimensionato, prima di questa data era aperto a tutti, ora è possibile accedervi solo tramite invito. Tuttavia per tutti i giorni dell'evento i canali stream dei più grandi siti videoludici tengono d'occhio le varie conferenze in diretta, di modo che possano essere fruite da tutti. Bando alle ciance, mi preme considerare quelle che personalmente trovo le sorprese più interessanti, dei titoli che verranno, entro il 2010. In breve le uscite da me ritenute più intriganti:

2K Games: Bioshock 2 e Mafia 2 (per PC, PS3 e Xbox360)
Activision: Guitar hero 5 (Wii, PS3, Xbox360) e Wolfestein (PC, PS3,Xbox360)
Capcom: Street Fighter 4 per PC, i nuovi Resident Evil Chronicles per Wii e Tatsunoko VS Capcom (Wii)
Eidos: Mini Ninja (tutte le piattaforme)
EA: Il nuovo FIFA, Dead Space Extraction (Wii), Need for Speed Shift (PC,PS3, Xbox360), Battlefield: Bad Company 2 (PC, PS3,Xbox360), The Sims 3 (PC).
Ignition: King of Fighters XII (PS3, Xbox360)
Konami: Metal Gear Solid Rising (Xbox360)
Namco: Tekken 6 (PS3, Xbox360)
Natsume: 4 Harvest Moon per Wii e DS
Nintendo: Mario Galaxy 2, un nuovo Metroid, New Super Mario Bros (Wii)
Sony (solo per PS3): God of War 3, Infamous
Ubisoft: Assassin Creed 2 (PC, PS3, Xbox360), Rabbit go Home (Wii), Red Steel 2 (Wii)

Cosa dire? Vi invito a cercare nei vari siti di settore liste di giochi complete, sicuramente ci saranno titoli da me tralasciati che potrebbero piacervi. In linea generale ci terrei a dire alcune cose. In primo luogo questa E3 è stata davvero deludente per Nintendo. La mia amata grande N ha annunciato una marea di giochi casual per Wii e DS, una nuova periferica di cui a stento si capisce l'utilità (una sorta di misura pressione... Forse per i giochi fitness), e solo due/tre grandi titoli per Wii: Mario Galaxy 2, un nuovo Metroid e il Mario Bros su Wii. Un po' poco. Altrove (soprattutto per PS3 e Xbox360), ho sentito voci piu entusiaste, personalmente però credo che non ci sia niente di sconvolgentemente nuovo sotto il sole. E quindi mi accingo a considerare un altro aspetto balzatomi agli occhi dopo questi primi due giorni di E3. Sony e Microsoft continuano a ricercare consensi fra gli hardcore gamers senza curarsi un minimo dell'innovazione. Nintendo invece cambia ancora target, si spinge in generale su un pubblico più giovane e soprattutto femminile, forte delle vendite eccezionali di Wii e DS, ma in sostanza deludendo la maggior parte dei suoi fan (tutti aspettavamo un nuovo Zelda per Wii che non è stato annunciato). Ultima considerazione infine. L'era del PC come piattaforma di giochi è ormai del tutto conclusa. Aggiornamenti in futuro se ci saranno altre sorprese da questa E3.

lunedì 1 giugno 2009

Uno sguardo a: Gran Torino (Film)


Walt Kovalski è un operaio della catena di montaggio Ford, ormai in pensione. Abita solo nella sua casa nella periferia del Michighan, da poco rimasto vedovo, con la sola compagnia del suo Labrador Retriever, Sally. Il signor Kovalski ha un carattere pessimo. Scostante, razzista, burbero, asociale. Ha una famiglia che tutto sommato non merita. Due figli ormai adulti e con prole, totalmente disinteressati a comprenderlo sul serio e per di più ottusi. Il signor Kovalski chiama gli asiatici "musi gialli", sputa a terra quando ne parla, di certo non li sopporta e non sopporta che il suo quartiere sia finito ormai in mano agli immigrati coreani. Lui li ha sempre odiati. O almeno cosi pare. Reduce della guerra di Corea e americano dalla nascita, questo è tutto quello che sembra del signor Kovalski. Un uomo solo. Un uomo che soffre per il suo passato, e per un conflitto irrisolto. La sua vita cambierà. Lo stesso giorno dei funerali della sua amata moglie, si trasferiscono nella casa accanto alla sua, una nuova famiglia di immigrati Hmong, una etnia dell'indocina, trapiantata negli Stati Uniti a causa della guerra in Vietnam. Con la trama mi fermo qui. Volutamente non dico di più. Gran Torino è un film meraviglioso. Come non ne vedevo da tempo. Inutile soffermarsi sulle singole qualità. Che ne dica Sergio Leone, Clint Eastwood è più espressivo che mai. Una sola occhiata dell'arcigno Kovalski e ci accorgiamo di avere di fronte un personaggio complesso, straordinariamente caratterizzato. La regia è sublime, semplicemente. La Trama straordinaria. Gran Torino è un film che parla di amicizia. Quella vera. L'amicizia che può nascere al di là delle barriere sociali, culturali o semplicemente pregiudiziali. E' il racconto di un uomo solo, che nell'amicizia troverà il modo di potersi anche riscattare dal passato. Gran Torino è uno dei film che fanno la storia del cinema. Non potete perderlo, sarebbe un delitto.
Consigliato a chiunque.

domenica 31 maggio 2009

Killer Queen

Stamane mi sono svegliato in un abbraccio di coperte bianche, come spesso mi succede in questo periodo. E la colonna sonora di questo risveglio è presto rivelata. Un bicchiere di champagne nelle sue mani, la mia Regina avanza nei miei pensieri: capricciosa e volubile come poche altre, per quanto sia del tutto fuori luogo compararla con chicchessia. Colazione preparata a puntino, un thé e qualche pasticcino, confezionato con cura. Sigaretta nella mano e gambe accavallate, gesti lievi ma studiati, sorriso malizioso, fumo caldo che sale... Il tutto condito da una conversazione piacevole e sempre accorta alla forma. La vedo lì con la sua risata cristallina, la donna che ha una casa a Parigi, all'ultimo piano mansardato di un vecchio palazzo appena fuori il centro, che ha sempre una valigia pronta vicino alla porta dipinta di giallo del suo appartamento. Profumata di due gocce di profumo, naturalmente francese, disinteressata alle automobili e ai vizi necessari, fastidiosa e precisa. Ed è subito un grazioso risveglio.

sabato 30 maggio 2009

Uno sguardo a: Io & Marley (Film)


Mi sono avvicinato a questo film con tutta la supponenza che ci si aspetta da uno snob che ha in mano il dvd di una commediola a stelle e strisce. Metto subito in chiaro: avevo sbagliato. Tratto dall'omonima autobiografia (titolo originale Marley & Me) di John Grogan, giornalista statunitense, il film ruota sulla narrazione della vita del giovane reporter e della sua compagna Jenny. La coppia è solida e in lontananza si prospetta la decisione di avere un bambino, così i due decidono di prendere un cane, per allenarsi all'attività genitoriale. Ovviamente le difficoltà saranno maggiori di quelle supposte. Marley il cucciolo di Labrador, chiamato così in onore di Bob Marley, si afferma presto nella famiglia come una terribile forza della natura sconvolgendo la vita tranquilla dei due protagonisti. Le vicende si dipaneranno nel corso degli anni, accompagnando la narrazione di questo amore/odio per Marley attraverso numerosi avvenimenti, quali la nascita della prole della coppia e l'avvicendarsi di cambiamenti più o meno incisivi. Tralasciando la trama, che non voglio svelarvi, devo ammettere che questo film è stato una piacevole sorpresa. Durante la prima mezz'ora si fa fatica a capire che tipo di film si stia guardando: ci si aspettava una commedia leggera, e in effetti la narrazione regala più di un sorriso, ma ben presto questo film mostra di saper comunicare anche altro. La vena autobiografica è ben presente anche nella trasposizione cinematografica: Owen Wilson e Jennifer Aniston, nei panni dei protagonisti, risultano maturi e tutto sommato all'altezza dei ruoli, credibili nella loro evoluzione attraverso gli anni. E' così che Io & Marley, pur regalando sorrisi si riscopre affrontare temi più seri: il passare del tempo, le sorprese che la vita ci propone in barba ai nostri progetti, il passaggio dalla gioventù ad un'età adulta, e non ultimo, ovviamente, il forte legame che può instaurarsi tra uomo e animale domestico. Un legame forte che solo chi ha animali da compagnia può apprezzare appieno. Terminato il film ci si trova a riflettere, magari di sfuggita, ai nostri rapporti affettivi, ai nostri progetti, e al modo in cui affronteremo lo scorrere del nostro tempo.
Consigliato per una serata in famiglia.

La sensualità del credere in se stessi


Anni fa vidi uno speciale sugli Aerosmith in televisione e rimasi molto colpito dal racconto del chitarrista: Joe Perry. Disse due cose che nello specifico mi intrigarono non poco: per prima cosa aveva imparato a suonare da un corso in musicassette. Ce lo vedete Joe Perry bambino, chino su un registratore a nastro? E' accaduto a quanto pare. Il maestro del corso diceva di impugnare la tastiera con la mano sinistra e di eseguire le pennate con la destra, quindi nonostante fosse mancino, imparò a suonare come un destrorso. L'altra cosa che mi divertì furono i racconti della sua vita privata e del successo con le donne. Pare che suonare la chitarra lo avesse aiutato nell'apparire molto appetibile nei confronti del gentil sesso, tanto che una fan gli aveva confidato di vederlo bellissimo mentre stringeva la chitarra fra le mani (complice direbbe qualcuno il simbolo ampiamente fallico di una tastiera durante un assolo). Tempo dopo acquistai una chitarra da un amico, una copia della celebre "bambina" di John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater. Mettendoci le mani sopra capii cosa Joe intendeva. Non sono mai andato oltre le strimpellature di qualche assolo dei Guns n' Roses eppure il mio ego cresceva, ad ogni nota suonata decentemente, in modo esponenziale. Lungi da me avere chiare le regole del corteggiamento. Ma suonare rende dannatamente fieri di se stessi, sicuri. E pare che piaccia.

Prélude

Vi è un tipo di stato d'animo, facilmente riconoscibile dagli altri, che spesso mi accompagna durante la giornata. E' un sentimento molto difficile da definire, eppure, nella sua vaghezza, esso rimane per me facilmente riconoscibile. Nasce, si fissa nel mio animo, e lì resta finché non decido di venire distratto da qualsiasi altro affare. Rimarrebbe, se non lo facessi, certamente indisturbato tra le pieghe del mio animo, colorando di malinconia ogni mio pensiero. Certamente avrete avuto a che fare con questo tipo di situazione: quando felici per qualcosa, vedevate il mondo dipinto del vostro colore preferito; oppure quando, un brutto pensiero vi attraversava, accompagnandovi come un fardello, capace di condizionare la vostra giornata.

No. Non ho mangiato pesante se è questo che avete pensato. Cerco solo di chiarificare uno stato d'animo di attesa, forse introspettivo o forse solo folle. E' a questo sentimento, che mi prende alla sprovvista, che dedico questo mio spazio. Obbietterete che non serve assolutamente a nulla, che non ci sia richiesta di un nuovo "blog", di un diario, sulla rete dove un altro esibizionista si lasci andare in puerili discussioni. Ecco se la pensate cosi, potete uscire dalla pagina che state leggendo, perché posso dirvi che il mio "diario" sarà esattamente questo, puerile ragionamento slegato. Questo diario non nasce per intrattenere o farsi leggere. Nasce per farsi scrivere. Se siete capitati qui per forza o per caso, volenti o nolenti vi accolgo nel miglior modo possibile, nel mio foglio di carta digitale intriso di Placide Agitation.