Stamane mi sono svegliato in un abbraccio di coperte bianche, come spesso mi succede in questo periodo. E la colonna sonora di questo risveglio è presto rivelata. Un bicchiere di champagne nelle sue mani, la mia Regina avanza nei miei pensieri: capricciosa e volubile come poche altre, per quanto sia del tutto fuori luogo compararla con chicchessia. Colazione preparata a puntino, un thé e qualche pasticcino, confezionato con cura. Sigaretta nella mano e gambe accavallate, gesti lievi ma studiati, sorriso malizioso, fumo caldo che sale... Il tutto condito da una conversazione piacevole e sempre accorta alla forma. La vedo lì con la sua risata cristallina, la donna che ha una casa a Parigi, all'ultimo piano mansardato di un vecchio palazzo appena fuori il centro, che ha sempre una valigia pronta vicino alla porta dipinta di giallo del suo appartamento. Profumata di due gocce di profumo, naturalmente francese, disinteressata alle automobili e ai vizi necessari, fastidiosa e precisa. Ed è subito un grazioso risveglio.
domenica 31 maggio 2009
sabato 30 maggio 2009
Uno sguardo a: Io & Marley (Film)
Mi sono avvicinato a questo film con tutta la supponenza che ci si aspetta da uno snob che ha in mano il dvd di una commediola a stelle e strisce. Metto subito in chiaro: avevo sbagliato. Tratto dall'omonima autobiografia (titolo originale Marley & Me) di John Grogan, giornalista statunitense, il film ruota sulla narrazione della vita del giovane reporter e della sua compagna Jenny. La coppia è solida e in lontananza si prospetta la decisione di avere un bambino, così i due decidono di prendere un cane, per allenarsi all'attività genitoriale. Ovviamente le difficoltà saranno maggiori di quelle supposte. Marley il cucciolo di Labrador, chiamato così in onore di Bob Marley, si afferma presto nella famiglia come una terribile forza della natura sconvolgendo la vita tranquilla dei due protagonisti. Le vicende si dipaneranno nel corso degli anni, accompagnando la narrazione di questo amore/odio per Marley attraverso numerosi avvenimenti, quali la nascita della prole della coppia e l'avvicendarsi di cambiamenti più o meno incisivi. Tralasciando la trama, che non voglio svelarvi, devo ammettere che questo film è stato una piacevole sorpresa. Durante la prima mezz'ora si fa fatica a capire che tipo di film si stia guardando: ci si aspettava una commedia leggera, e in effetti la narrazione regala più di un sorriso, ma ben presto questo film mostra di saper comunicare anche altro. La vena autobiografica è ben presente anche nella trasposizione cinematografica: Owen Wilson e Jennifer Aniston, nei panni dei protagonisti, risultano maturi e tutto sommato all'altezza dei ruoli, credibili nella loro evoluzione attraverso gli anni. E' così che Io & Marley, pur regalando sorrisi si riscopre affrontare temi più seri: il passare del tempo, le sorprese che la vita ci propone in barba ai nostri progetti, il passaggio dalla gioventù ad un'età adulta, e non ultimo, ovviamente, il forte legame che può instaurarsi tra uomo e animale domestico. Un legame forte che solo chi ha animali da compagnia può apprezzare appieno. Terminato il film ci si trova a riflettere, magari di sfuggita, ai nostri rapporti affettivi, ai nostri progetti, e al modo in cui affronteremo lo scorrere del nostro tempo.
Consigliato per una serata in famiglia.
Consigliato per una serata in famiglia.
La sensualità del credere in se stessi
Anni fa vidi uno speciale sugli Aerosmith in televisione e rimasi molto colpito dal racconto del chitarrista: Joe Perry. Disse due cose che nello specifico mi intrigarono non poco: per prima cosa aveva imparato a suonare da un corso in musicassette. Ce lo vedete Joe Perry bambino, chino su un registratore a nastro? E' accaduto a quanto pare. Il maestro del corso diceva di impugnare la tastiera con la mano sinistra e di eseguire le pennate con la destra, quindi nonostante fosse mancino, imparò a suonare come un destrorso. L'altra cosa che mi divertì furono i racconti della sua vita privata e del successo con le donne. Pare che suonare la chitarra lo avesse aiutato nell'apparire molto appetibile nei confronti del gentil sesso, tanto che una fan gli aveva confidato di vederlo bellissimo mentre stringeva la chitarra fra le mani (complice direbbe qualcuno il simbolo ampiamente fallico di una tastiera durante un assolo). Tempo dopo acquistai una chitarra da un amico, una copia della celebre "bambina" di John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater. Mettendoci le mani sopra capii cosa Joe intendeva. Non sono mai andato oltre le strimpellature di qualche assolo dei Guns n' Roses eppure il mio ego cresceva, ad ogni nota suonata decentemente, in modo esponenziale. Lungi da me avere chiare le regole del corteggiamento. Ma suonare rende dannatamente fieri di se stessi, sicuri. E pare che piaccia.
Prélude
Vi è un tipo di stato d'animo, facilmente riconoscibile dagli altri, che spesso mi accompagna durante la giornata. E' un sentimento molto difficile da definire, eppure, nella sua vaghezza, esso rimane per me facilmente riconoscibile. Nasce, si fissa nel mio animo, e lì resta finché non decido di venire distratto da qualsiasi altro affare. Rimarrebbe, se non lo facessi, certamente indisturbato tra le pieghe del mio animo, colorando di malinconia ogni mio pensiero. Certamente avrete avuto a che fare con questo tipo di situazione: quando felici per qualcosa, vedevate il mondo dipinto del vostro colore preferito; oppure quando, un brutto pensiero vi attraversava, accompagnandovi come un fardello, capace di condizionare la vostra giornata.
No. Non ho mangiato pesante se è questo che avete pensato. Cerco solo di chiarificare uno stato d'animo di attesa, forse introspettivo o forse solo folle. E' a questo sentimento, che mi prende alla sprovvista, che dedico questo mio spazio. Obbietterete che non serve assolutamente a nulla, che non ci sia richiesta di un nuovo "blog", di un diario, sulla rete dove un altro esibizionista si lasci andare in puerili discussioni. Ecco se la pensate cosi, potete uscire dalla pagina che state leggendo, perché posso dirvi che il mio "diario" sarà esattamente questo, puerile ragionamento slegato. Questo diario non nasce per intrattenere o farsi leggere. Nasce per farsi scrivere. Se siete capitati qui per forza o per caso, volenti o nolenti vi accolgo nel miglior modo possibile, nel mio foglio di carta digitale intriso di Placide Agitation.
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