mercoledì 3 giugno 2009

Tien an Men, venti anni dopo...


Ricordare, attraverso gli anniversari, i grandi eventi della storia è sacrosanto. Ricordarli non solo per fare almanacco, doveroso. Sono passati venti anni dalla strage di Tien an Men. Io c'ero. Ero molto piccolo ma c'ero. Eppure sembra un evento così lontano, venti anni appena ed è un episodio di un mondo che non esiste più... Ma è davvero così? Tien an Men tra il 3 e il 4 giugno 1989 ha visto la repressione da parte dell'esercito cinese della manifestazione popolare studentesca contro il regime comunista. La protesta era partita mesi prima in sordina. Gli studenti volevano si aprisse un canale di dialogo fra il partito comunista al potere e la base del popolo, in primis con gli studenti universitari. Chiedevano media meno controllati. Più libertà di decisione. L'allora segretario generale del partito Zhao Ziyang tentò di istaurare un dialogo con i manifestanti. Deng Xiaoping, allora presidente della commissione militare, invece incolpò gli studenti di complottare contro il partito e lo stato cinese. E la repressione fu brutale. I dati ufficiali del governo parlarono di poche centinaia di uccisioni, tra poliziotti caduti e studenti. La croce rossa riferì di 2600 morti e circa 30000 feriti.

Tuttavia quello che dopo vent'anni mi preme ricordare sono le battaglie delle madri di Tien an Men. Una parte del partito democratico cinese appoggia ufficialmente questo movimento con a capo Ding Zilin, candidata al nobel per la pace e fino al 2006 agli arresti domiciliari per le proteste del 2000 e del 15°anniversario della strage. Le richieste delle madri sono quelle che ci si aspetterebbe da donne colpite negli affetti da una terribile ingiustizia. Chiedono dal 2000 la possibilità di commemorare pacificamente e in pubblico la strage, permesso tutt'ora negato. Chiedono altresì che vengano scarcerate e non più perseguitate le persone ritenute colpevoli di aver preso parte alla manifestazione del 1989. Più recentemente nel 2006 "le madri di Tien an Men hanno invocato un processo di verità e riconciliazione su quanto il governo compì nella piazza nel 1989"(fonte Wikipedia). Loro chiedono di essere appoggiate nelle loro richieste anche da associazione estere, dato che è negato loro il diritto di accettare aiuti umanitari per la loro causa. Non dobbiamo solo dimenticare. Dobbiamo anche risvegliare la nostra coscienza sociale e muoverci al fianco delle Madri di Tien an Men.

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