"Pogrom" è una parola di origine russa, che significa "distruzione". Venne usata per la prima volta per definire le persecuzioni antisemite avvenute in russia durante il periodo zarista a cavallo tra il XIX secolo e il XX. La più grande persecuzione antisemita europea, successiva a quella russa, fu quella perpetrata dal regime nazista, ufficialmente dal 1938. In quell'anno 12.000 ebrei polacchi furono espulsi dai territori tedeschi. Herschel Grynszpan un giovane ebreo residente a Parigi, saputo dai propri genitori dell'espulsione, si armò di pistola e chiese di essere ricevuto presso l'ambasciata tedesca. Qui sparò cinque colpi all'ambasciatore, uccidendolo. Era il 7 novembre 1938. In quel momento, e fino al 9 e 10 novembre 1938, l'intera germania fu teatro di una vera e propria ondata di violenza antisemita, culminata con l'attacco ufficializzato ai ghetti ebraici delle città tedesche. "La notte dei cristalli" come i tedeschi impararono a chiamarla, ricordando il suono dei cristalli rotti appartenenti ai negozi e le attività ebraiche attaccate in quelle notti. Questo libro descrive, dalle testimonianze dei sopravvissuti, dei loro congiunti e di alcuni tedeschi non collusi col nazismo, la storia di quei giorni e soprattutto della notte tra il 9 e il 10 novembre, considerata da tutti come la fine della repressione ebraica unicamente "amministrativa", e la decisione di portare il progetto antisemita sul piano dell'esecuzione col progetto della "soluzione finale".
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